Non a caso ha ottenuto la Bandiera Blu per la sostenibilità, la Bandiera Verde, destinata alle spiagge a misura di bambino, e la Bandiera Gialla per il turismo in camper, oltre a essere tra i Borghi Autentici d’Italia.
Il borgo di Silvi Alta, antica Castrum Silvi, è un gioiello medievale posto su uno sperone scosceso e verdeggiante. Sostenuto da mura ad arco a tutto sesto, ha conservato l’impianto urbanistico originario, con una strada centrale e una rete di vicoletti. Nella vostra passeggiata fermatevi sul Belvedere che sovrasta un possente muraglione ad archi, costruito per proteggere i residenti dai pirati: godrete di un panorama straordinario dalle vette del Gran Sasso al promontorio del Conero, fino alle Tremiti.
Nella piazza principale all’ingresso della città, si può ammirare la Chiesa di San Salvatore, eretta nell’XI secolo. L’interno barocco a una navata conserva il busto ligneo di San Leone, mentre dell’antica chiesa medievale rimangono le due acquasantiere e i resti di un affresco raffigurante probabilmente Santa Caterina d’Alessandria.
All’inizio di corso Umberto noterete una fontana storica del ‘900, racchiusa tra antichi edifici in pietra e laterizi. Presenta una vasca semicircolare e tre getti all’interno di nicchie ad arco a tutto sesto dotate di loro vasche; sopra a ogni arco è riportato il simbolo di Silvi.
Scendendo verso la marina, incontrate la Chiesa di San Rocco, costruita nel Cinquecento come cappella rurale e ricostruita nell’Ottocento. Presenta una copertura a capanna e un campanile a vela; sulla facciata si apre un semplice portale ad architrave piano, sovrastato da un finestrone ovale, mentre l’interno è costituito da una piccola aula.
Qui è d’obbligo assaggiare le specialità a base di pesce dell’Adriatico, dai brodetti alla frittura di paranza, cui si aggiungono i piatti della cucina teramana legati alla terra. Ma la vera eccellenza è la liquirizia: a Silvi nel 1937 sorge Saila, una delle maggiori aziende italiane per l’acquisto e la lavorazione di questa squisitezza, grazie all’ottima qualità delle radici raccolte nel territorio. Un’attività simbolo, come testimonia l’aroma di liquirizia che pervade il paese.
Un altro motivo per visitare Silvi? L’ultimo fine settimana di maggio si festeggia San Leone, patrono di Silvi Alta. Attrazione principale è il “Ciancialone”: un fascio di canne alto 8/10 metri, acceso dalla cima. Attorno al falò si canta e si balla per commemorare l’evento miracoloso del XIV secolo, quando un giovane di nome Leone si sarebbe diretto verso il mare con una fiaccola in mano, allontanando l’invasione dei Turchi.