Data le caratteristiche del territorio che la rendono naturale vedetta, non stupisce che in passato qui sorgesse Truentum, ultima roccaforte del popolo illirico dei Liburni, originari dell’attuale Croazia.
La caduta dell’Impero romano d’Occidente e le invasioni barbariche portarono allo smantellamento del suo porto e alla distruzione della città, mentre gli abitanti cercavano rifugio sulle colline circostanti, dando vita a Colonnella.
I dintorni ci hanno regalato numerosi reperti di epoca romana, tra cui soprattutto le cisterne per la raccolta dell’acqua. Alcune si sono ben conservate e le potete ancora ammirare: la cisterna Cincolà, di quasi 6 m di diametro, usata fino al secolo scorso, sul colle Pianaccio in contrada San Martino, e la Cisterna Ricci in contrada Vibrata.
Probabilmente di origine romana sono anche le fontane, come Fonte Vecchia, che si trova in contrada Giardino, e Fonte Ottone, in contrada San Martino; sul territorio di Colonnella inoltre potete imbattervi in circa 20 “pinciaie” o “pinciare”, abitazioni in terra cruda tipiche dei centri rurali adriatici, tra Abruzzo e Marche, alcune ancora usate come rimesse.
Non fermatevi qui e raggiungete il centro del borgo attraverso una caratteristica scalinata, costruita all’inizio del ‘900 e ormai simbolo della cittadina. In cima a tutti i gradini vi ritroverete in Piazza del Popolo, dove ammirare la Chiesa dei SS. Cipriano e Giustina con il suo campanile che la rende visibile da qualsiasi parte si acceda al paese.
A stagliarsi sulle vostre teste c’è anche la Torre dell’Orologio, probabilmente parte di un passato sistema difensivo del borgo. Da qui è possibile apprezzare lo splendido panorama che dai territori teramani si apre fino a quelli marchigiani.
Dopo questa rilassante e curiosa passeggiata è arrivato il momento di sedervi e godere di una tavola imbandita con le tante eccellenze gastronomiche locali.
Avrete notato camminando che tutto intorno al borgo di Colonnella, che è Città del Vino, si stagliano campagne a perdita d’occhio: qui pullulano i vigneti da cui si ricavano ottimi vini, dal Montepulciano d’Abruzzo, al Trebbiano e alla Passerina, senza dimenticare il Cerasuolo. Accompagnate il vostro pasto con un buon calice … non ve ne pentirete.